Vietnam

Panorama del Vietnam

Perche' Scegliere il vietnam?

Da poco, il Vietnam ha aperto le sue porte, svelando ai viaggiatori la bellezza dei suoi paesaggi e la ricchezza del suo patrimonio culturale. Mentre si attenuano le immagini ossessionanti d’un paese devastato dalla guerra, visioni che il cinema e la letteratura non hanno smesso di alimentare, i visitatori scoprono un paese d’una grande diversità geografica e etnica, una civilta’ antica di tremila anni e un popolo che si fa voler bene.

Un paese dalle bellezze naturali eccezionali : la baia di Halong, soprannominata l’ottava meraviglia del mondo, labirinto favoloso dalle impressionanti sculture di pietra, lo strabiliante Alto Tonkino e le sue maestose montagne, territorio di numerose tribù. Hué dallo charme indolente, guardia delle tradizioni, Hoi An, antica città portuale, vi immergerà in un’architettura e uno stile di vita del 16esimo e del 17esimo secolo. Gli Altipiani del Centro cantano la vita piena di musica delle etnie in mezzo alle foreste, e per finire il delta del Mekong vi farà scoprire l’immensità d’una regione tra l’acqua e il cielo dove la vita degli abitanti procede al ritmo di questo fiume leggendario.

Un paese, un mosaico composta da 54 etnie : il Vietnam possiede una tra le mescolanze etno-linguistiche più complesse di tutta l’Asia, di cui molte sono apparentate alle tribù di montagna di Tailandia, Laos e Cina, vivono essenzialmente sugli altipiani e nelle regioni montuose del Nord. Fortemente attaccate alle loro tradizioni e a uno stile di vita che va avanti da secoli, a volte millenni.

Un paese ricco di contrasti: Hochiminh (antica Saigon) moderna, occidentale, un po’ chiassosa; Hué, la nobile, l’imperiale; Nha Trang, leggera e rilassata, Hanoi la raffinata; Cao Bang la tragica con la sua famosa RC4, Hoi An l’indolente, Sapa tra severità e bellezza smisurata. Bagnate entrambe dalle acque del mare della Cina, ognuna sprigiona un mistero ben nascosto; Halong strega con i suoi giganti di pietra mentre Mui Ne sconcerta con le sue dune che le conferiscono un’aria di Maghreb.

Un paese dove l’accoglienza e l’ospitalità non hanno eguali se non la voglia di farvi scoprire il paese: sarete sorpresi da questa gentilezza spontanea, quel calore e quell’arte di vivere assieme che non fa piu’ parte di certe culture occidentali.

Un paese, una storia: la ricca civilta’ antica di tremila anni, la lunga storia del Vietnam, luogo d’incontro delle culture indiane e cinesi, è un compagno di viaggio onnipresente.

Per capire meglio, apprezzare il Vietnam contemporaneo, l’agenzia di viaggi Letoilevietnam è qui per guidarvi, accompagnarvi in questa scoperta straordinaria, per aiutarvi a fare conoscenza con le sue popolazioni, le sue religioni e le sue arti e organizzare il vostro viaggio in Vietnam personalizzato in base alle vostre aspettative.

Repubblica socialista del Vietnam
Indipendenza-  Libertà – Felicità

Capo di Stato dal 2018 ad oggi : NGUYEN PHU TRONG

Popolazione : circa 84,5 milioni d’abitanti di cui l’ 84 % sono vietnamiti d’origine (Annamiti) e il 15 % di etnie diverse.

Superficie : 333 000 km2

Capitale : Hanoi.

Festa nazionale : il 2 settembre 1945.

Inno nazionale : ” La marcia verso il fronte “.

Città principali : Hanoi, Ho Chi Minh (Saigon), Hué, Danang, Can Tho.

Montagna più alta in Vietnam : il Monte Fan Xi Pan a 3143m di altitudine.

L’ambaciasta italiana ad Hanoi. Indirizzo : No 8 via Le Phung Hieu – Hoan Kiem – Hanoi.

Cellulare di EMERGENZA: (+84) 090 3430950 (da contattare esclusivamente in caso di emergenze durante gli orari di chiusura degli Uffici dell’Ambasciata, inclusi sabato, domenica e giorni festivi)

Geografia:

Il Vietnam si trova a l’estremità Est della penisola indocinese, alle frontiere della Cambogia, del Laos e della Cina. Lunga striscia di terra costeggiata dal mare della Cina meridionale, la sua fisionomia ricorda quella d’un Drago. Questo è di particolare buon auspicio per un paese del Sud-Est asiatico. Come ulteriore particolarità geografica, il Vietnam presenta una grande diversità topografica. Si compone infatti sia di pianure che di montagne, di paludi come di litorali marittimi.

Meteo :

Considerando le forti differenze climatiche tra il Nord e il Sud ; consigliamo le stagioni intermedie che conciliano al meglio queste differenze (aprile, maggio, novembre, ottobre, dicembre, gennaio). Nel Nord, fa caldo da aprile a settembre con una stagione umida da giugno a ottobre. Rischi di precipitazioni da gennaio a marzo con delle temperature più fresche. Il Sud è tropicale con delle temperature tra i 25 e i 35 gradi. Fa molto caldo da marzo a maggio. La stagione umida : febbraio e marzo.  Aprile-maggio e ottobre-novembre sono le migliori stagioni per visitare il paese.

Visto :

Passaporto valido 6 mesi dopo la data di ritorno + Visto da chiedere prima della partenza ma rilasciato all’arrivo (prevedere 2 fototessere). Il visto non e’ necessario per 5 paesi europei tra cui L’italia per un soggiorno in Vietnam inferiore a 15 giorni fino al 30/6/2016. Per un soggiorno superiore a 15 giorni, il costo del visto singolo (una entrata e una uscita) e’ 25 usd/persona.

Moneta :

La moneta nazionale è il dong (vietnamdong) : 1 euro= 25 500 dongs; 1 dollaro americano = 23 150 dong.

La maggior parte delle valute estere si scambiano nelle banche vietnamiti principali. Le carte Visa, American express e MasterCard sono oramai largamente accettate nelle grandi città e nei centri turistici. I distributori automatici non mancano. Per quanto riguarda i travelers check, si cambiano nelle banche abilitate.

Elettricità :

La corrente è di 220V e le prese sono identiche a quelle in Europa.

Fuso orario :

– GMT +06 n inverno : quando è mezzogiorno a Roma, sono le 18,00 ad Hanoi.

– GMT +05 in estate : quando è mezzogiorno a Roma, sono le 17,00 ad Hanoi.

Prefisso telefonico :

Per telefonare dall’Italia verso il Vietnam, comporre il 00 84 seguito dal numero del vostro corrispondente, e il 0039 dal Vietnam verso l’Italia seguito dal numero del vostro corrispondente.

Salute :

Nessun vaccino specifico. Attenzione, l’acqua del rubinetto non è potabile.

Un popolo rispettoso della famiglia e degli avi :

Da una parte, le famiglie vietnamite sono composte generalmente dai parenti, i figli e pure dai nonni. Se il modello del nucleo familiare occidentale inizia a svillupparsi in Vietnam, il modello tradizionale rimane comunque un riferimento.  Gli anziani sono estremamente rispettati.

Dall’altra parte, il culto degli avi rimane uno dei fondamenti della società vietnamita. E’ sacro, limitato al cerchio familiare. Questo significa che i Vietnamiti credono nella protezione degli avi sui loro discendenti, e allo stesso modo non possono concepire di non avere figli, perchè ciò significherebbe essere condannati ad un eterno vagare dopo la morte.

Un popolo buono :

I Vietnamiti non sono per niente superbi, ed anzi sono piuttosto umili. Tutte le convenzioni sociali gli impongono di adottare un comportamento discreto per non offendere nessuno. Devono essere sempre vestiti in modo da rispettare gli altri. Il nudismo sarebbe, per esempio, inconcepibile in Vietnam. Per salutare, ci si serve semplicemente della mano, oppure delle due, in segno di maggiore cordialità. Non è concepibile per i Vietnamiti baciarsi in pubblico oppure darsi la mano, pratica occidentale che giudicano tra l’altro eccentrica.

Analogamente, non devono essere indiscreti e soprattutto rimanere cortesi nelle discussioni. Non devono trattare di argomenti sensibili come il comunismo. Allo stesso modo è meglio evitare di parlare dell’Aids, di droga o di prostituzione, flagelli che colpiscono però fortemente il paese. Non avventuratevi su questi argomenti, poichè vi è il rischio che il vostro interlocutore perda la faccia, attitudine vista male nel paese.

L’abitudine di masticare il betel e’ legata alla leggenda vietnamita “L’areca ed il betel”. L’areca ed il betel sono due alberi molto diffusi in Vietnam. Una cosa che sicuramente vedrete in vendita dovuque sulle bancarelle nelle strade del Vietnam. Non e’ commestibile. Se provate a ingerirlo ve ne pentirete.

La noce, che e’ il seme della palma di betel ( un bell’albero, tra l’altro) va infatti masticata. Di solito ha una fessura che viene riempita di lime, poi il tutto viene avvolto in una foglia. Come il tabacco, e’ piuttosto forte di primo acchito ma alla fine ne sarete conquistati. La prima volta che si assaggia la noce di betel il viso si arrossa, i masticatori abituali infatti sostengono che abbia effetti eccitanti. Come nel caso del tabacco da masticare, provoca un eccesso di salivazione e i masticatori devono sputare in continuazione. Le macchie di colore marrone- rossastro che vedete sui marciapiedi non sono di sangue, bensi’ di saliva intrisa di succo di betel. Anni di masticazione continua rendono i denti di colore sempre piu’ scuro che alla fine volge quasi al nero.

Il masticare il betel e’ essenziale per il fidanzamento e le nozze in Vietnam. E ‘anche un simbolo di amore eterno.

La vita del popolo vietnamita è stata influenzata da quattro grandi religioni e filosofie: il buddhismo, il confucianesimo, il taoismo e il cristianesimo. Nel corso dei secoli, si è venuto a creare un sincretismo tra le prime tre religioni con le credenze popolari cinesi e con l’antica tradizione animista del Paese, formando così il Tam Gao, ossia la ‘triplice religione’.

Il buddhismo

La maggioranza dei vietnamiti (più del 70%) si definisce però buddista. Come simbolo di questa religiosità vi e’ la Pagoda, una costruzione a più piani introdotta in Viet Nam, in Cina ed in altri paesi sulla scia del buddismo. È la discendente sud-orientale ed estremo-orientale dello stupa indiano. Edificato con scopi precisi ma differenti, è il monumento sacro dei paesi nei quali è diffuso, in varia misura e in tempi diversi, il buddhismo. Può, infatti, accogliere una reliquia; oppure può assumere un significato di devozione e di commemorazione; può, anche, essere il simbolo di una richiesta di prosperità per una città, una regione, un regno.

La percentuale di cattolici si aggira intorno all’8-10% della popolazione. Il Cattolicesimo fu introdotto nel XVII° sec.

Il caodaïsmo (cao dai in vietnamita) è un’altra usanza del Vietnam. Si tratta di una credenza locale – nata nel Sud del paese negli anni 1920 – e fondata su diverse filosofie occidentali e orientali, di cui certe sono improntate allo spiritismo. Il tempio di Tây Ninh è il principale simbolo del caodaïsmo in Vietnam.

Di sicuro in Vietnam la popolazione è in maggior parte buddìsta (sia taoìsta che confuciana) data l’influenza dell’impero cinese che vi ha regnato per diversi secoli. Tuttavia, il popolo vietnamita si compone di diverse etnie, e ciò crea una diversità di credenze e di riti religiosi.

Le festività religiose esprimono un grande spirito comunitario nelle minoranze. Per esempio, la Cerimonia dell’abbandono della tomba (bo ma), principalmente perpetuata dai Rai, Ba Na e E De, è un antico rito funerario che consiste nel rompere il legame tra i vivi e il defunto, qualche anno dopo la sua morte. Altri riti tengono conto più della superstizione, come la Cerimonia del culto della Terra del villaggio (cung dat lang). Questo rito consiste nel chiedere prima del raccolto, la prosperità e delle condizioni favorevoli per il lavoro agli spiriti, chiamati pure Genii. Diciamo, che in genere, i Vietnamiti continuano a usare la geomanzia per gli eventi importanti.

Tra l’altro, il paese ha conservato una tradizione cristiana molto pronunciata dopo la partenza dei coloni francesi – più di mezzo secolo fà – nonostante la repressione comunista. Il Vietnam è, in effetti, il secondo paese cristiano dell’Asia del Sud-Est, dopo le Filippine. Comunque sia, i Vietnamiti rispettano i luoghi di culto qualsiasi essi siano: pagode, templi,chiese, etc. Si tolgono le scarpe, parlano a voce bassa, non toccano gli oggetti ornamentali e adottano tenute corrette.

Il nome completo di un vietnamita di solito consiste in tre elementi: il cognome, il nome aggiunto e il nome principale.

Cognome Vietnamita

Il paese di Vietnam ha 54 popoli fra cui il popolo Kinh è piu’ grande. Il popolo Kinh ha circa 300 cognomi mentre alcune minoranze etniche non cel’hanno. Tuttavia ora, a causa della diffusione culturale del popolo Kinh,  qualche minoranza etnica usano anche i cognomi del popolo Kinh.

“Nguyễn” è il cognome pìu  popolare in Vietnam e occupa del 54% delle famiglie. L’85% delle famiglie portano i seguenti cognomi: Nguyễn – Lê – Hoàng – Phan – Vũ – Trần – Đặng – Bùi – Ngô – Đỗ – Đào – Đặng – Dương e Đinh.

Tradizionalmente, ogni bambino porta il cognome di suo padre. Ma ora, molte coppie scelgono di dare i loro rispettivi nomi per il bambino, il nome del padre prima del nome della madre. Per esempio, il cognome del padre e’ “Nguyễn” e del madre e’ “Hà”, il bambino si chiama “Nguyễn Hà…”; Bùi Nguyễn…” ….

Nome

Di solito, il nome vietnamita descrive una qualità o virtù che i genitori sperano che il bambino possieda. Per esempio, il bambino con il nome Khoa si spera un futuro di successo nel studio, mentre per le bambine con il nome di Duyên si significa che una ragazza è graziosa, il bambino che si chiama Đức è virtuoso mentre Khiêm è modesto … I nomi di fiori, fiumi, oggetti preziosi sono usati come nomi: Ngọc per giada, Cương per diamante, Hồng per rosa, Lan per orchidea,  Giang per fiume, Sơn per montagna…

Nome aggiunto

In origine, thị, caratteristico nome aggiunto alle femmine, era un augurio di discendenza numerosa, e văn, caratteristico nome maschile, un augurio di successi ai concorsi letterari. Thị è obbligatorio per tutti i nomi femminili.

Ma da 20 anni, si ha la tendenza a scegliere nomi aggiunti significativi come nomi principali per formare nomi completi piacevoli da ascoltare e quelli come“Thi” e “Van” tendono a sparire.

Per un matrimonio tradizionale in Vietnam, si seguono normalmente le cinque tappe seguenti :

(1) Dạm ngõ: traduzione letterale: le due porte delle due famiglie si toccano. Un incontro tra le due famiglie (la famiglia del futuro sposo e quella della futura sposa) in cui i genitori possono conoscersi meglio e permettono ai figli/innamorati di frequentarsi ufficialmente e di partecipare ad eventi importanti di ciascuna famiglia.

(2) Ăn hỏi – richiesta di matrimonio: I parenti del futuro sposo vengono a casa della futura sposa portando con loro i doni. Sono le specialità tradizionali e sono i simboli della produzione, della prosperità. I doni sono accuratamente messi nei cassettini. Le due famiglie si incontrano di nuovo per parlare della preparazione del matrimonio. Alla fine, la sposa e lo sposo pregano gli antenati di sostenerli.

(3) Đám cưới – Matrimonio: Dopo il “Lễ ăn hỏi”, si tiene il matrimonio. Le due famiglie scegliono una “buona” data in base dell’eta della sposa. In Vietnam, si evitano di organizzare il matrimonio alle età 1,3,6,8 cioe’ quando la sposa ha 21,23,26 o 28 anni, sempre secondo il calendrio lunare. Si invitano i parenti, i vicini e agli amici a una festa organizzata normalmente a casa dello sposo o della sposa in campagna e nel ristorante o in hotel in citta’.

(4) Xin dâu/Đón dâu : traduzione letterale: chiedere la mano della sposa.
Prima ancora, la madre dello sposo va dalla famiglia della sposa portando con se’ un cassettino di noce di betel per “chiedere di prendere la sposa”(xin dâu) e poi, tutti i parenti , amici della sposa tranne la madre possono accompagnarla a casa del marito.

Per i vestiti nel matrimonio : Una volta, la sposa portava l “ao dai” ma ora, porta un abito occidentale bianco. Lo sposo porta sempre un vestito completo.

(5) Lại mặt: le due famiglie si incontrano un’altra volta.
Dopo il giorno del matrimonio, i novelli sposi tornano a casa della sposa e portano in dono un porco arrosto. E’ il dono dello sposo per ringraziare i genitori della sposa che ora diventano i suoi suoceri. Comunque, c’e’ la tendenza di togliere questa tappa.

Si riferisce all’insieme delle pratiche e credenze religiose basate sull’idea che i membri defunti di una famiglia o di un clan veglino sui propri discendenti e siano in grado di influire positivamente o negativamente sul loro destino. I riti associati al culto degli antenati hanno in genere lo scopo di assicurare che gli antenati siano felici e bendisposti verso la propria discendenza. Da ognuna di queste religioni il popolo vietnamita ha tratto dei tratti caratteristici della sua cultura: il culto degli antenati insegna il dovere di comportarsi bene e restare fedeli ai valori trasmessi dagli avi.

Il culto dei morti era praticato in Vietnam sin da tempi antichissimi, molto prima dell’arrivo delle prime ondate immigratorie dalla Cina meridionale, ma il confucianesimo ha dato senza dubbio una visione organica ai rapporti tra la generazione vivente e gli antenati, rapporti dai quali dipende non soltanto la pace e la tranquillità delle anime dei defunti, ma anche la felicità e la fortuna dei vivi.

Secondo le credenze popolari legate al confucianesimo, ogni essere umano possiede un numero considerevole di anime: dieci per gli uomini e dodici per le donne; tra queste anime ci sono gli hon (in numero fisso di tre tanto per gli uomini quanto per le donne) che si stabiliscono nel corpo umano al momento della concezione, e i via (sette per ogni uomo e nove per ogni donna), che si insediano nel corpo umano al momento della nascita. Gli hon e i via, che sono puri e semplici geni personali, restano in contatto permanente con gli antenati e con le forze della natura, dotate esse stesse di spiriti.

Il prevalere degli spiriti buoni su quelli cattivi determina la felicità o l’’infelicità di un uomo: ecco perché bisogna sempre tenersi amico tanto gli hon quanto i via; se essi infatti prendono di mira una persona per qualsiasi torto subito, questo non può trovare la felicità e la tranquillità se non placando gli spiriti stessi.

Al momento della morte, i via sono richiamati dagli dei, ma gli hon rimangono sui luoghi di esistenza terrena del defunto e sono oggetto della venerazione popolare. Quando una persona muore, si compone una specie di scapolare che viene deposto sull’altarino degli antenati ed in esso si trasferiscono gli hon del defunto per continuare ad abitare sotto lo stesso tetto dei famigliari ancora vivi. La presenza degli antenati nel sacello famigliare è quindi reale e non soltanto simbolica perché gli hon continuano a partecipare alle gioie e ai dolori dei vivi, i quali ricorrono ad essi per chiedere consigli, per offrire doni e per rivolgere preghiere di ringraziamento.
Gli hon continuano ad abitare la casa del defunto per cinque generazioni e per tutto questo periodo i loro scapolari vengono conservati sull’altare famigliare: dopo la quinta generazione, lo scapolare viene tolto e gli hon di quel defunto vengono venerati soltanto come antenati generici.

La profanazione della memoria di un antenato è cosa che un vietnamita non riesce nemmeno a concepire. Gli antenati sono venerati da tutti, non soltanto dai loro famigliari stretti; le tombe sono oggetto di frequentissimi pellegrinaggi, mentre gli altari familiari sono continuamente adornati di fiori e da lampade o candeline accese.

Il culto dei geni

Per i vietnamiti, i loro geni possono proteggerli contro il male. Ogni villaggio ha uno o più spazi dedicati nei templi nelle pagode. Ci sono spiriti del vento, i raccolti, il matrimonio …. nelle case, l’altare della “casa ” e’ pieno di offerte onori per il genio del loro suolo e della loro casa.

In tutti i luoghi in cui vi è il commercio, c’è sempre un altare dove c’è il culto di due geni: il genio della fortuna e quello del successo.

Relazioni interpersonali

OccidenteVietnamita
Fare sesso tra una coppia o convivere prima del mattrimonio  e’ una cosa normale.Secondo la cultura tradizionale, questo fenomeno è inaccettabile.
E’ facile trovare l’uomo e la donna che sono mano nella mano o si baciano in pubblico.È raro vederlo in strada o in pubblico.
L`uomo può toccare una donna, ad esempio  mettere un braccio attorno alle sue spalle, baciare sulla guancia……Questo accade solo per le coppie, tra gli amici non si fa mai.
I parenti e loro figli esprimono gli  affetti attraverso: abbracci o baci o semplicemente dicono “Ti voglio bene” ai loro figliPer la cultura vietnamita, è raro esternare gli affetti, quindi  i parenti non sempre dicono: Ti voglio bene” ai loro figli e neanche abbracciano  i loro figli quando sono adulti

 

Celebrazioni

OccidenteVietnamita
Capodanno (secondo il calendario solare) e Natale sono le feste piu’ importanti dell’annoIl Tet (capodanno cinese secondo calendario lunare), che avviene circa dal 15 gennaio a 29 febbraio, è la festa pìu importante dell’anno
Gli occidentali tendono a celebrare i giorni importanti nella loro vita: come l’anniversario di matrimonio, il compleanno…..Per i Vietnamiti gli anniversari della morte degli antenati sono davvero importanti  per onorare quello che hanno fatto o  semplicemente ricordare tutte le persone che lasciano questo mondo. Il compleanno e altri anniversari sono celebrati ma di meno.

 

Abbigliamento

OccidenteVietnamita
Non si indossa mai  un pigiama per la strada…E’ molto frequente avvistare donne vietnamite  in pigiama in strada
Gli abiti da indossare : pantaloni, gonna, camicia, giubotto…..I vestiti tradizionali sono utilizzati raramente o solo nelle feste tradizionaliI vietnamiti hanno adottato il modo di vestire occidentale. Oltre a questo, le donne vietnamite indossano l’Ao Dai  (vestito tradizionale) per qualche professione (come l’insegnante, assistente di volo….) o participare a eventi importanti come matrimonio, conferenze…le studentesse lo indossano per andare alla scuola superiore o università.

Nem : chi non conosce questo piccolo involtino, detto anche paté imperiale. È una specialità del Vietnam, una specie di crespella di riso arrotolata a cilindro e contenente vermicelli, pezzi di granchio, maiale, cipolle e funghi di mare (moc nhi). I nem sono fritti nell’olio poi serviti caldi e croccanti. Ottimo cibo, sano e leggero.

Banh cuonBanh Cuon : detti anche “ravioli vietnamiti”, sono a base di pasta di riso cotta al vapore, farcita di maiale triato e pezzi di funghi neri. Si servono con nuoc mam stemperato nell’acqua con aceto, zucchero, aglio e peperoncino.

Bo bay mon : è il manzo preparato in 7 ricette diverse. Lo servono alcuni ristoranti specializzati, spesso riconoscibili dalla scritta “Bo 7 mon”. Uno dei modi di cottura consiste nell’immergere la carne in un recipiente di olio bollente (specie di fonduta) o nel grigliare I pezzi su una piastra collocatea sul tavolo accanto ai commensali.

cha caCha ca : una delle specialità più famose del nord. È il filetto di pesce fritto (non grigliato) con accompagnamento di vermicelli di riso, erbe aromatiche, arachidi alla griglia, il tutto profumato con alcune gocce di ca cuong. È un piatto eccezionale, più costoso del normale.

Chao Tom : bastoncini di canna da zucchero arrotolati nella pasta di gamberetto, sempre grigliati.

Canh chua : zuppa di pesce e di verdure con un sapore agrodolce dovuto all’aggiunta di frutti del tamarindo durante la cottura. È un piatto tipico dei posti di mare e si prepara in modi diversi.

ZUPPE

phoPho : è uno dei cibi più consumati. La parola “pho” è scritta dappertutto. Appena vedete queste tre lettere lungo la strada, significa che potrete mangiare la minestra vietnamita. Altra informazinone pratica : se sentite il suono, si tratta sicuramente di un venditore ambulante di zuppe che segnala la sua presenza facendo percuotere un pezzo di bamboo o una moneta di metallo da un ragazzino. Insomma, una specie di consegna a domicilio senza dover ordinare. Il pho è una zuppa di fettuccine originaria del nord, ma ormai diffusa in tutto il paese e generalmente servita in una grande ciotola. A nord è sempre unito alle fettuccine bianche (vermicelli di riso). Al centro si chiama Bun Bo Hue ed è a base di manzo e fettuccine. A sud il pho tradizionale è detto Hu tieu, altro tipo di zuppa e vermicelli di riso.

Mien Luon : zuppa d’anguille con vermicelli trasparenti a base di farina di riso mescolata a manioca in polvere. Il mien ga è al pollo, il mien cua al granchio …

Bun Thang : zuppa di fettucccine di riso con brood e pezzi di pollo, di omelette e di gamberetti. È una specialità del nord.

Lau : è quell che si chiama comunemente “lesso vietnamita” o “fonduta cinese”.

PASTICCERIA E CONFETTERIA VIETNAMITA

Le vostre papille entreranno in agitazione di fronte alle parole e mut riportate nel menu di alcuni ristoranti.

banhchungBanh Chung : questo dolce salato si mangia solo in occasione della festa del Tet (Capodanno vietnamita). È un piatto eccezionale, esibito in tutte le vetrine e su ogni tavola per una intera settimana di celebrazioni intense. È a base di riso d’amido avvolto in foglie di cocco o di banano che danno il colore verde. Di forma quadrata, contiene piselli sminuzzati e pezzi di maiale salati e pepati.

Banh bao : pasticceria d’origine cinese che I vietnamiti degustano a colazione la mattina o a pranzo. È una specie di focaccina cotta al vapore, farcita di maiale, cipolle, funghi profumati. Contiene un pezzetto d’uovo sodo e una sottile fetta di lap xuong, specie di salsiccia cinese.

Banh deo : Si prepara e si consuma solo durante I festeggiamenti di metà autunno. Dolce a base di farina di riso ricco d’amido, ripieno di frutti canditi, chicchi di sesamo e grasso.

Mut : dolce di frutta candita che si prepara per la festa del Tet, ma si trova in vendita anche nel resto dell’anno, il tipo più comune è il mut dua (alla noce di cocco) e il mut khoai (alla patata dolce). Le varianti più delicate sono mut sen (ai chichi di lôt), mut quat (al mandarino cinese) e mut mang cau (al corossol, frutto esotico)

DESSERT

CheFrutti : È raro trovare una lista di dessert nei ristoranti vietnamiti. In genere il pasto si conclude con la frutta, tipo ananas, banana, arancia, papaya e pompelmo. Gli esemplari esotici, più rari e dunque più cari, sono per esempio il mango (xoai), il mangostano (mang cut), il rambutan (chom chom) e l’euforia (nhan)…. Il frutto dell’albero del pane (mit) e soprattutto il durio (sau rieng) emanano un aroma particolare ma gli amanti di formaggi forti possono sempre rischiare.

Che : dolce somigliante al “pudding” servito caldo oppure freddo con ghiaccio tritato. Sopra si versa del latte di cocco. Gli ingredienti sono molto vari : fagioli bianchi, mais o patate dolci.

Lunghi bastoncini che si affusolano con una punta smussata; tradizionalmente di legno, ma fatte ora anche di plastica. Un đũa cả è una grande coppia di bacchette piatte, usate per servire il riso da una pentola.

Come nel caso dell’etichetta cinese, la ciotola di riso si solleva alla bocca ed il riso si spinge in bocca usando le bacchette.

Diversamente dai piatti cinesi, è pratico usare le bacchette anche per prendere il riso nei piatti, ad esempio il riso fritto, perché quello vietnamita è tipicamente colloso.

È corretto usare sempre due bacchette insieme, anche quando le si adopera per mescolare.

Non si dovrebbe prendere il cibo dalla tavola e porlo direttamente in bocca. Il cibo deve prima essere messo nella propria ciotola.

Non si dovrebbero tenere le bacchette in bocca mentre si sceglie il cibo.

Dopo mangiato, le bacchette non si dovrebbero mai poggiare sulla tavola formando una “V”; è interpretato come un segno di malaugurio.

La festa è un evento che rappresenta questa preziosa tradizione comunitaria in cui si venerano le divinità, i genii, personaggi reali della storia nazionale o personaggi leggendari della mitologia. I genii rappresentano quello che c’è di migliore nell’uomo. Sono eroi della lotta contro l’agressore, dei padroni di nuovi mestieri, degli uomini che hanno combattuto le calamità naturali o gli animali selvatici, dei medici, dei personaggi leggendari che dirigono la vita dei mortali e li aiutano a fare bene e a condurre una vita felice. La festa constituisce un evento che esprime per i genii e per le loro opere di bene, la riconoscienza della comunità e della nazione.

La festa da agli uomini l’occasione di un ritorno alle fonti, naturali o nazionali, che hanno, nello spirito di ognuno, un senso sacro. La festa è l’espressione dell’unità e della forza della comunità locale, e pure nazionale. I suoi membri hanno un genio da onorare e uno stesso bisogno di solidarietà per passare le difficoltà dell’esistenza e renderla più felice e più facile.

LE IMPORTANTI CELEBRAZIONI IN VIETNAM :

Tet Nguyen Dan : è la Festa della Prima Aurora, la celebrazione più importante dell’anno, nonché Capodanno Vietnamita, che si tiene tra la fine di gennaio e gli inizi di febbraio. Essa segna l’inizio della primavera e di un nuovo anno lunare. Durante questa festa si pensa che lo Spirito della Terra viaggi verso il Cielo per presentare il rapporto annuale dei vivi all’Onnipotente Imperatore di Giada. Il primo giorno dell’anno ha poi una grande importanza per i vietnamiti in quanto tutto ciò che avviene in tale data va ad influenzare l’andamento di tutto l’anno. In questa settimana di celebrazioni, è importante considerare che il Paese si ferma: gli spostamenti diventano veramente difficili, gli alberghi sono pieni e molti esercizi commerciali restano chiusi;

Festa dei Cibi Freddi : tra marzo e aprile, commemora un filosofo arso vivo dal re per aver commesso un errore di giudizio. Da quella data, nell’anniversario della sua morte ci si astiene dall’accendere il fuoco per cuocere i cibi;

Tet Thanh Minh : è la Festa dei Defunti, ad aprile, occasione in cui si commemora la morte dei parenti e degli amici

Tet Doan Ngo : cade a giugno, in occasione del Solstizio d’estate. Tutto il Paese, di notte, diviene un grandioso scintillar di falò, in quanto vengono bruciati fantocci di cartapesta che diventeranno così soldati dell’esercito del dio della morte e aiuteranno il popolo a preservarsi, secondo la tradizione, dalle malattie, dalle epidemie e dalla sfortuna;

Phat tich Tra: è laFesta delle Anime Perdute, che cade tra luglio e agosto. Segna un momento in cui vengono offerti cibo e doni alle anime erranti tra cielo e terra, per consolarle dal loro destino senza pace; luglio e agosto. Segna un momento in cui vengono offerti cibo e doni alle anime erranti tra cielo e terra, per consolarle dal loro destino senza pace;

Tet Trung Thu : è la Festa della Luna, celebrata tra settembre e ottobre. Si confezionano dolci di riso a forma di luna ed i bambini sfilano portando lanterne di carta di varie forme. Hanno poi luogo le tradizionali processioni del Liocorno e del Leone e lungo le strade s’improvvisano giochi d’animazione come la “danza delle figurine di carta”. E’ tipicamente la festa dei bambini per i quali vengono confezionati particolari giocattoli con filo di ferro e carte traslucide. Inoltre è una ricorrenza considerata propizia per le questioni di cuore; è perciò spesso scelta come data di nozze o fidanzamenti.

FESTE LOCALI

Festa di Hoi Lim : si tiene nel villaggio di Lim, provincial di Bac Ninh, due settimane circa dopo il Tet. Raduno romantico e popolare in un ambiente animato.

Festa dei Petardi : si svolge a inizio gennaio (verso il 3-4) a Dong Ky, Bac Ninh. Un delirio assordante di scoppi che meriterebbe di figurare nel Guinness dei primate. Sedici famiglie del luogo passano un anno a fabbricare la loro batteria di razzi ed esplosivi, spendendo l’equivalente di 500 $ per puro amore degli schiamzzi. L’uôm che dimostra la sua virilità rimanendo il più a lungo e il più vicino possible a questo fracasso allucinante riceve un premio.

Festa di Huong Tich alla pagoda dei profumi : una delle celebrazioni buddhiste più famose a nord del paese. Si svolge in primavera nella provincial di Hoa Binh, a ovest di Hanoi. I pellegrini risalgono il fiume Yen facendo mese lunare il tripudio va a mille.

GIORNI FESTIVI

1e gennaio : Capodanno
Festa del Tet : I primi 3 giorni del Capodanno vietnamita
10 marzo (calendario lunare), sia 31 marzo 2012: anniversario dei Re HUNG, il leggendario imperatore capostipite della prima dinastia vietnamita.
30 aprile : celebra la presa di Saigon, avvenuta il 30 aprile 1975
1e maggio : festa internazionale del Lavoro
2 settembre : solennità nazionale che commemora la proclamazione del l’indipendenza nel 1945.

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